Il contributo prende in considerazione il tema dell’autotutela contrattuale del lavoratore disabile alla luce della recente evoluzione normativa in materia di accomodamenti ragionevoli. A partire da una recente ordinanza della Corte di Cassazione, esamina come il passaggio dal modello “medico” al modello “bio-psico-sociale” della disabilità incida sul rapporto di lavoro, imponendo al datore l’obbligo di adattare l’organizzazione aziendale alle esigenze del lavoratore disabile entro i limiti della ragionevolezza e proporzionalità. In questo contesto, il filtro della buona fede ex art. 1460, comma 2, c.c., permette di accogliere nel diritto contrattuale interno le istanze di tutela dinamica del lavoratore disabile provenienti dal diritto sovranazionale.
Tutela del lavoratore disabile, accomodamenti ragionevoli ed eccezione di inadempimento
Viola Cappelli
2025-01-01
Abstract
Il contributo prende in considerazione il tema dell’autotutela contrattuale del lavoratore disabile alla luce della recente evoluzione normativa in materia di accomodamenti ragionevoli. A partire da una recente ordinanza della Corte di Cassazione, esamina come il passaggio dal modello “medico” al modello “bio-psico-sociale” della disabilità incida sul rapporto di lavoro, imponendo al datore l’obbligo di adattare l’organizzazione aziendale alle esigenze del lavoratore disabile entro i limiti della ragionevolezza e proporzionalità. In questo contesto, il filtro della buona fede ex art. 1460, comma 2, c.c., permette di accogliere nel diritto contrattuale interno le istanze di tutela dinamica del lavoratore disabile provenienti dal diritto sovranazionale.| File | Dimensione | Formato | |
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